CON LE SORELLE MARINETTI IL NATALE E’ SWING

Diego Vincenzi
Il Giorno – Il Cartellone giorno e notte

Di certo sarebbero piaciute alle nostre nonne. Che cantavano “Maramao perché sei morto” mentre preparavano il pranzo quando si tornava da scuola. Il repertorio di quando il pane e il vino a volte mancavano sul serio, in quegli anni Trenta così neri e così intrisi della nuova moda dello swing americano. All’italiana, ovviamente. Perché qui si parla delle Sorelle Marinetti, felice intuizione di Giorgio Bozzo, che a furia di ascolti forzati, è riuscito a convincere Nicola Olivieri (Turbina), Marco Lugli (Scintilla) e ora il new entry Matteo Minerva (Elica) a dar vita a uno degli ensemble vocali pop più apprezzati degli ultimi anni. Un neonato Trio Lescano, dove si ricrea un’atmosfera d’antan curata nei dettagli: dai gesti sul palco, a trucco e parrucco, fino a pseudonimi che sono un omaggio alle stagioni d’oro dei futuristi. Quello che li contraddistingue da altri progetti similari, è proprio l’approccio quasi filologico alla musica e allo spirito dello show, senza inutili modernismi e senza enfatizzare l’ironia del travestimento.

E forse anche per questo sono ospiti stasera di uno dei palchi più prestigiosi (e raffinati) della città: il Blue Note. Che apre loro le sue pesanti porte per un doppio spettacolo, alle 21 e alle 23. Il primo concerto è già tutto esaurito, mentre per il secondo ci sono ancora biglietti disponibili. I tre rifiutano l’etichetta di drag queen (o drag singer) ed effettivamente poco hanno a che fare con le divertite policromie delle colleghe. Preferiscono la definizione di “signorine perbene”, nostalgiche degli anni in cui il jazz si fondeva con lo swing in canzoncine orecchiabili da interpretare in falsetto. E per quanto riguarda i testi potrebbero definirsi dei trionfi di levità e spensieratezza. Tre gli album prodotti dal 2006 ad oggi: “Non ce ne importa niente”, “Signorine Novecento” e “Risate sotto le bombe”. Ma bazzicano anche per i teatri, ultimamente con la Famiglia Canterina. Quindi la serata si prospetta come il consueto viaggio in atmosfere che non ci sono più attraverso un repertorio corposo (e costantemente aggiornato), qui influenzato anche dalle giornate festive. Spazio quindi alle canzonette sincopate e ai coretti armonizzati con i grandi classici “Pinguino innamorato”, “Ma le gambe” o “Tulipan”, intervallati da standard natalizi come “Let it snow! Let it snow! Let it snow!”, “Winter wonderland”, “Santa Baby”. E poi i canti tradizionali popolari arrangiati in chiave jazz. Ovviamente.

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