BUON NATALE A TUTTO SWING

Andrea Morandi
Il Corriere – Pagine spettacoli Milano

Le Sorelle Marinetti al Blue Note con la Famiglia Canterina in un programma di classici della tradizione, tra Italia e America

Come in un vecchio film natalizio con James Stewart, un viaggio nel tempo in un’epoca in cui c’era poco, ma quel poco bastava, senza frenesia, stress e smartphone: questa sera le Sorelle Marinetti ritornano sul palco e, ogni volta, la magia si compie, ritorna l’incanto di un angolo di passato riportato in vita attraverso un pugno di vecchie canzoni abituate al grammofono. “Un mondo tranquillo, molto più semplice”, in cui la modernità non faceva paura”, spiegano loro, all’anagrafe Nicola Olivieri, Marco Lugli e Andrea Allione (sic!). “Il segreto del loro successo?”, riflette Giorgio Bozzo, autore e produttore del trio dagli inizi, nel 2007. “Ce lo siamo chiesti molte volte. Forse piace l’operazione di recupero di una memoria familiare, forse quelle vecchie canzoni hanno ritornelli talmente orecchiabili e accattivanti che il tempo non è riuscito a scalfirli”. Questa sera il trio, accompagnato dalla Famiglia Canterina, ha allestito uno show festivo, Natala a tutto swing, con due concerti al Blue Note.

E il primo è esaurito.
“Sì, per noi da qualche anno il concerto prima di Natale è una tradizione e sembra che lo stia divenendo anche per gli spettatori. Ci fa piacere anche che abbiamo preparato qualcosa di nuovo, con una formazione che ci permetterà di cantare un classico come Oh booom!!! del Trio Lescano in sette. Ma negli ultimi mesi abbiamo ampliato molto il repertorio”.

Perché?
“Perché mettere le mani tra i brani del Trio Lescano, ma anche di Natalino Otto, Alberto Rabagliati e Ernesto Bonino è come entrare in una miniera di diamanti: non puoi fermarti all’ingresso, devi scavare in profondità.

Le canzoni natalizie invece come le avete scelte?
“Partendo da due classici senza tempo della tradizione americana come Winter Wonderland e Let it snow, let it snow, lwt it snow e poi allestendo un medley di sette minuti in cui mescoleremo molte cose. Anche perché è vero che noi ci ispiriamo al Trio Lescano, non dimentichiamo le fondamentali Andrew Sisters”.

Vi aspettavate che la vostra operazione avesse tanto successo?
“Debuttammo al Ciak nel 2008, impossibile dimenticarlo. Eravamo entusiasti del progetto, ma se ci avessero detto che saremmo arrivati a registrare con Vinicio Capossela, a andare in tour con Simone Cristicchi e sul palco di Sanremo con Arisa, beh, sinceramente non ci avremmo creduto”.

Come ve lo spiegate?
“Forse perché è un progetto che piace a tutti, tanto agli anziani quanto ai bambini: metti le Sorelle Marinetti in piazza e colpisci qualsiasi tipo di spettatore. Continuiamo con il nostro progetto, a volte lo allarghiamo ad altre idee, come quella della Famiglia Canterina, e poi si vedrà. Del resto in Germania Max Raabe e la Palast Orchestra sono sulla scena da venticinque anni”.

Repubblica